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Servizi territoriali

La ricerca della risposta alla sofferenza

I servizi psichiatrici territoriali e le fonti legislative 

La ricerca della risposta alla sofferenza

Semplificando molto quello che succede nella realtà, possiamo dire che le persone cercano una risposta alla propria sofferenza in diversi modi:

-      risorse personali o rivolgendosi a quella rete informale di amici, parenti, conoscenti che è così importante in ogni situazione difficile;

-      autorità religiose, insegnanti, persone ritenute particolarmente sagge ed esperte nell'ambiente di lavoro, nei piccoli gruppi e nelle comunità frequentate anche a titolo spontaneo;

-      guaritori, maghi o altre persone investite di un potere particolare, spesso riconosciuti in ambienti pseudoreligiosi, che condividono con il soggetto l'idea che la sofferenza psichica proviene da influssi esterni maligni, da fatture, malocchio, per opera di esseri diabolici o per mancanza di stati di grazia;

-      tecniche di medicina alternativa come l'omeopatia, l'erboristeria, quelle esotiche che propongono una lettura particolare del rapporto tra mente e corpo o di quello tra uomo e natura;

-      medicina non specialistica e di famiglia, affidando al medico di fiducia o alla struttura ospedaliera locale la decisione su chi si debba consultare o da chi si debba essere curati;

-      medici o centri specialistici sia pubblici che privati, attraverso l'invio del medico di famiglia o su informazione avuta da parenti e amici.

Non c'è da stupirsi se il cammino, in questo labirinto di risposte possibili, può essere percorso in modo apparentemente illogico. La sofferenza psichica è difficile da sopportare e, proprio a causa dei gravi pregiudizi che comporta, la richiesta di aiuto e di consiglio può indurre paure e vergogna.

Percorrere il labirinto procedendo per prove ed errori comporta seri rischi. Il tentativo di farcela da soli (di per sé lodevole, perché denota fiducia in se stessi) può mancare di una giusta valutazione dei propri disturbi. Coloro che sono ritenuti persone sagge ed esperte mancano di competenza e possono, anche in buona fede, dare consigli inadeguati, specie di fronte a disturbi che nascondono la loro gravità. Guaritori e maghi, quando non celano veri e propri raggiri economici, possono produrre qualche effetto di suggestione, destinato per lo più a successive ricadute. Anche il ricorso al medico di famiglia, quando non sia bene informato, o a strutture mediche non specialistiche richiede una certa prudenza: alcuni dati statistici mostrano una propensione da parte del medico non specialista ad insistere nella somministrazione di psicofarmaci, prima di avviare il paziente verso chi può impostare un trattamento più idoneo.

Il servizio privato non può disporre, a meno di una crescita smisurata dei costi, di una serie di figure e di luoghi terapeutici di supporto (assistenti sociali, infermieri specializzati, strutture protette non ospedaliere) che costituiscono un prezioso fattore nell'attuazione di un progetto terapeutico. Inoltre, non è infrequente, proprio nei casi più impegnativi, che valide terapie intraprese in ambito privato vengano abbandonate dal paziente o da chi lo sostiene per l'impossibilità di affrontarne a lungo le spese.

Inoltre, è necessario almeno accennare alle molte offerte di psicoterapie diverse. Per psicoterapia si intende qualunque forma di cura dei disturbi mentali attraverso il rapporto interpersonale che si stabilisce tra lo psicoterapeuta ed il paziente. L'intervento psicoterapeutico è fondamentale in psichiatria e occupa una parte centrale del progetto terapeutico.

Sono sotto ogni aspetto forme di psicoterapia, così come viene abitualmente svolta in ambiti pubblici, sia il colloquio terapeutico sia l'intervento sulla famiglia, mentre l'intervento socio-terapeutico e il ricovero lo sono solo in parte. Esistono poi delle psicoterapie specialistiche, ognuna delle quali agisce secondo principi e metodi specifici: le psicoterapie specialistiche (psicoanalisi, terapie ad orientamento psicodinamico, terapia sistemica, comportamentale, cognitiva ecc.) sono di almeno quattrocentocinquanta tipi diversi. Quelle praticate in Italia sono almeno cinquanta.

È evidente quanto sia difficile per un cittadino orientarsi nel labirinto delle offerte private di psicoterapia, sottoposte, tra l'altro, a scarso controllo. A prescindere dal problema dei costi elevati, si corre il rischio di iniziare un lungo trattamento specialistico senza che se ne abbia effettivamente bisogno o di affidarsi ad uno psicoterapeuta non sufficientemente competente. Eccetto la psicoanalisi, tutte le psicoterapie specialistiche possono essere condotte in ambienti pubblici, con il vantaggio di essere gratuite e per di più di svolgersi in condizioni di maggior controllo.

In conclusione, è evidente quanto sia difficile trovare la risposta appropriata per chi abbia bisogno di aiuto e di consigli per mantenere la propria o altrui salute mentale.

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I servizi psichiatrici territoriali e le fonti legislative

Per evitare errori e iniziare trattamenti inutili o perfino dannosi, si consiglia di rivolgersi, anche solo per un breve consulto, al servizio psichiatrico pubblico, cioè al dipartimento di salute mentale (Dsm)tramite le sue articolazioni periferiche (CSM o Centro di salute mentale, in Lombardia CPS o Centro psico-sociale).

L’organizzazione dei servizi psichiatrici territoriali è basata sulla leggi nazionali e regionali.

Le principali fonti legislative nazionali sono costituite dalla legge 180 del 13 maggio 1978 , poi inserita nella legge 833 del 23 dicembre1978, che istituì il SSN (Servizi Sanitario Nazionale) con l’istituzione delle USSL, poi trasformate in ASL

Ricordiamo che con la progressiva autonomia concessa alle regioni, lo stato si limita a indicare le linee generali di indirizzo, mentre le regioni legiferano in parziale autonomia per quanto riguarda la sanità.

Il Servizio sanitario nazionale (SSN), istituito dalla legge n.833 del 1978, fornisce l'assistenza sanitaria a tutti i cittadini senza distinzioni di genere, residenza, età, reddito e lavoro.

Ci concentreremo pertanto sulla organizzazione lombarda dei sevizi per la tutela della salute mentale in quanto come associazione siamo radicati in Lombardia.

In Lombardia la legge regionale dell’11 agosto 2015 (LR 23/2015) ha profondamente innovato l’organizzazione amministrativa sanitaria.

Viene istituito l’”Assessorato alla salute e politiche sociali Welfare” che riassume le deleghe appartenenti in passato all’Assessorato alla salute e all’Assessorato alla famiglia, solidarietà sociale, volontariato e pari opportunità. Questa concentrazione delle responsabilità in sede regionale costituisce il cambiamento più importante della legge.

Vengono istituite le ATS (agenzie di tutela della salute), ossia articolazioni amministrative della Regione che si proiettano nei territori. Tali strutture attuano la programmazione definita dalla Regione, attraverso l’erogazione di prestazioni sanitarie e sociosanitarie tramite i soggetti accreditati e contrattualizzati pubblici e privati.

Il secondo “pezzo” del sistema territoriale è costituito dalle ASST (aziende socio sanitarie territoriali), ossia delle strutture operative pubbliche della sanità lombarda..

In sintetica conclusione, viene strutturato un sistema a tre livelli:

  • centrale regionale
  • sue articolazioni amministrative (ATS)
  • sue articolazioni operative (ASST)

Per quanto riguarda l’organizzazione e i compiti dei servizi psichiatrici in Lombardia segnaliamo quanto è riportato sul sito della regione (scheda informativa sui Servizi per la salute mentale della Regione Lombardia aggiornata al 28/05/2018) che sostanzialmente riporta quanto previsto dalla legge regionale 15/2016.

“L’area della salute mentale include l’insieme delle attività orientate a promuovere la tutela della salute mentale e del benessere psicologico e a contrastare gli effetti di esclusione sociale che i disturbi psichici e altre patologie o problematiche possono causare.

Afferiscono all’area della salute mentale gli ambiti delle dipendenze, della neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, della psichiatria, della psicologia e della disabilità psichica” (LR 29 giugno 2016 n.15).

A livello organizzativo la LR 15/2016 prevede che l’area della salute mentale sia strutturata in forma dipartimentale in coerenza con quanto previsto dalla programmazione regionale e da quella della Agenzia di Tutela della Salute (ATS) competente per territorio.

Nell’ambito dell’area della salute mentale opera il Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze (DSMD) istituito presso le Aziende Socio-Sanitarie Territoriali (ASST) e di norma articolato in:

  • una o più Unità Operative di Psichiatria (UOP),
  • una o più Unità Operative di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (UONPIA),
  • una o più Unità Operative di Psicologia (UOPsi),
  • una o più Unità Operative dei Servizi per le Dipendenze (UOSD),
  • servizi dedicati alla disabilità.

Le Unità Operative e i servizi dedicati alla salute mentale, alle dipendenze e alle disabilità attuano azioni di prevenzione, di valutazione multidimensionale dei bisogni, di presa in carico, di cura e riabilitazione promuovendo l’integrazione dei servizi, ospedalieri e territoriali, e garantendo la continuità dei percorsi di cura.

LE UNITA’ OPERATIVE DI PSICHIATRIA

Le Unità Operative di Psichiatria rispondono, attraverso una articolata e integrata rete di servizi sia pubblici che privati accreditati, ai bisogni di quelle fasce di popolazione adulta che presentano, con livelli diversi di intensità e gravità, disturbi psichici.


Le Unità Operativa di Psichiatria dispongono dei seguenti presidi:

-      Centri Psico-Sociali (CPS): rappresentano il perno dell’organizzazione territoriale dell’assistenza psichiatrica in quanto struttura di primo accesso e luogo di coordinamento dei programmi di cura. In Lombardia sono attivi 91 CPS presso cui operano equipe multidisciplinari composte da psichiatri, psicologi, infermieri, assistenti sociali ed educatori.
 

-      Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC): collocati all’interno degli ospedali dispongono di posti letto dedicati alle situazioni di acuzie (per un totale di circa 800 posti letto a livello regionale).
 

-      Strutture semiresidenziali/Centri Diurni (CD): garantiscono trattamenti riabilitativi e risocializzanti durante le ore diurne.
 

-      Strutture residenziali psichiatriche (SRP): forniscono trattamenti in regime residenziale e si articolano in diverse tipologie a seconda della finalità prevalente (riabilitativa o assistenziale) e del grado di protezione garantito (presenza degli operatori sulle 24 ore, nelle ore diurne o per fasce orarie). Complessivamente l’offerta residenziale è di circa 4.200 posti letto. In ambito residenziale sono inoltre attivi circa 600 programmi di residenzialità leggera, realizzati in strutture non vincolate all’accreditamento sanitario e caratterizzate da bassa intensità assistenziale.

Il volontariato, le cooperative sociali, le organizzazioni degli utenti.

Riteniamo utile, inoltre, sottolineare l'esistenza, di gruppi di cittadini e di utenti che si organizzano specificatamente intorno ai problemi della sofferenza mentale.

Tali forme spontanee di assistenza e di solidarietà, costituiscono una risorsa importante che si integra alle risposte pubbliche.

Ecco le più significative:

-      gruppi di familiari e di utenti che, coinvolti direttamente nel problema psichiatrico, scambiano le proprie esperienze configurandosi come gruppi di auto-aiuto. Spesso si strutturano in associazioni, cercano di affrontare a livello politico e amministrativo le difficoltà dovute alle insufficienti risorse destinate al settore psichiatrico; in qualche caso gestiscono direttamente alcune strutture e servizi. Sul piano dell'assistenza ai singoli pazienti, questi gruppi possono diventare veri e propri interlocutori quando non si ottiene alcuna risposta né dagli operatori del Dsm, né dagli organi della Asl;

-      gruppi di associazioni di volontariato religioso e laico, caratterizzati da una forte solidarietà sociale verso forme anche estreme di emarginazione di persone bisognose di assistenza e di cure, tra le quali anche pazienti psichiatrici;

-      cooperative sociali composte da figure professionali che talvolta si avvalgono anche dell'opera dei pazienti; sono finalizzate alla gestione delle strutture intermedie e al reinserimento lavorativo e psico-sociale.

-      Organizzazione di utenti: da qualche anno si sono costituite associazioni di utenti che organizzano in modo autononomo le loro iniziative e partecipano ai tavoli e alle manifestazioni pubbliche che riguardano le problematiche della salute mentale. Ricordiamo in Lombardia la RUL (Rete Utenti Lombardia)

 

-      ESP: sono pazienti che, con appositi corsi di formazione e con remunerazione, aiutano altre persone affette da disturbo mentale a integrarsi socialmente e a utilizzare al meglio i sevizi psichiatrici interfacciandosi tra operatori psichiatrici e utente.

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